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Costumi del folclore

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Costumi tradizionali del Sulcis

Non è condivisa l'opinione che gli abitanti del Sulcis, includendo Iglesia ed escludendo Teulada, si chiamerebbero Meurréddus perché discendenti dai ribelli Mauri del nord africa.
Infatti molti linguisti ritengono che il termine Maurreddinu (o Meurreddinu) sarebbe invece da ricondurre al suo originario significato popolare che mette in relazione il colore nero della livrea del merlo con il colore nero del tradizionale costume maschile sulcitano.
A sostegno di questa seconda ipotesi è invocata la tradizione orale per la quale con il termine Meurréddu ci si riferisce a un piccolo e giovane merlo.
Il termine sarebbe stato usato, a partire dal XVIII secolo, come nomignolo scherzoso attribuito ai giovani per la somiglianza esistente fra il costume tradizionale maschile sulcitano e la livrea del merlo maschio.
Il merlo quando è a terra, saltella e corre con la coda sollevata e le ali semiaperte, improvvisando dei veri passi di danza.
Il merlo maschio è tutto nero, tranne nel becco che è di un bel giallo-arancio acceso, quasi rosso come il fazzoletto avvolto a sa berrita de sa meurréddu.
 
Varietà nel vestire

E' sicuramente condivisibile l'opinione che non siano mai esistite forme uniche di costume sulcitano maschile e femminile essendo il costume funzionale alle occasioni di uso,  all'età, allo stato sociale e anagrafico di chi lo indossa.
Sono anche molte le ipotesi delle origini dei costumi tradizionali.
Come ci insegna la storia del costume, le ipotesi più credibili sono quelle che si basano sui principi delle reciproche influenze dei modi di vestire delle varie civiltà che nei secoli hanno abitato il Sulcis: Nuragici, Punici, Romani, Arabi, Catalani, Genovesi, Piemontesi.
Il modo di vestire festivo, ieri come oggi, era diverso da quello comune quotidiano ed ancora da quello per il lavoro.
La classe sociale di appartenenza era un'ulteriore discriminante ed imponeva alle classi agiate l'uso di tessuti, di ornamenti e di accessori di qualità e di valore.
L'abbigliamento doveva essere intonato all'età, allo stato civile o all'occasione di uso: minorenne, giovane, anziano, nubile, sposata, vedova, nozze, festa, lutto.
Il recupero folcloristico dei modelli considerati originali, ha comunque il grande merito di aver creato un costume caratteristico armonizzando fra di loro le diverse varianti storicamente accertate nei documenti del territorio e nei costumi originali degli antenati conservati negli armadi, costumi restaurati e poi copiati migliorandoli.
 
Costume maschile

Sa Berrita: il copricapo nero di orbace o di panno sul quale può essere avvolto un fazzoletto rosso di seta.
Il fazzoletto è spesso appeso alla cintura con funzione ornamentale.
Camicia: bianca, in lino o in cotone, con colletto alto, ampie maniche con increspature.
Corpetto: senza maniche, posto sopra la camicia con chiusura a doppia fila di bottoni.     
Giubbetto: in orbace nero con maniche lunghe, indossato sopra il corpetto.  
Gonnellino: in orbace nero a forma di calzoni ampi, corti al ginocchio che nascondono dei bianchi sottocalzoni di lino.
Calzoni: in orbace, neri.    
Uose: gambali in orbace nero che arrivano al ginocchio e che ricoprono metà scarpa.
Cappotto: in orbace nero piuttosto lungo.
 
Costume femminile

Copricapo: fazzoletto di lana, seta, lino o cotone, piegato a triangolo e annodato sotto il mento: oppure fazzoletto al quale se ne sovrappone un altro di tulle o di seta, riccamente ricamato e lasciato aperto per coprire le spalle; oppure sovrapposizione di una mantiglia di raso bianca e azzurra.
Cuffia: di seta e di colore rosso o azzurro per contenere i capelli sotto il fazzoletto.
Camicia: bianca, di lino o di cotone, ampia e con increspature in vari punti.
Corpetto: morbido, aperto sul davanti e con increspature in diversi punti
Giubbetto: di panno o di velluto, aperto sul davanti, con maniche lunghe e strette sopra il quale si indossa in genere uno scialletto o un ampio fazzoletto di seta incrociato sul petto.
Gonna: di seta o di fine orbace, lunga fino ai piedi, ampia, pieghettata e con increspature all'altezza della vita.
Grembiule: in orbace o di seta, generalmente nero, sovrapposto alla gonna e variamente decorato.