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Villarios nella storia

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Informazioni provenienti dal libro "30 PAESI SULCITANI" reso disponibile da Enrico del bar / tabacchi di Villarios

Villarios nella storia

Villarios è il centro abitato più prossimo all'antico punto d'imbarco di Porto Botte.  
Si tratta di un paese che ha seguito la storia del marchesato di Palmas, assumendo anch'esso il titolo di marchesato, condividendone di conseguenza le alterne fortune.
Il suo nome sta a significare la presenza di acqua sorgiva (in sardo meglio definiti "scioppadroxius") nei pressi della Villa.
Villarios appartenne alla Curatoria del Sulcis nel Giudicato di Cagliari. Fu uno di quei centri che più di altri venne caratterizzato dalla presenza dei monaci benedettini e dalla vicina sede vescovile di Tratalias. Nelle sue vicinanze sorse persino un monastero.
Nel 1485 venne ceduto da Pietro Bellìt a Giacomo d'Aragall, barone di Gioiosa Guardia (Villamassargia).  
Passò per un breve periodo alla Famiglia Gessa, ma successivamente il re Carlo d'Aragona lo affidò a Ludovico Bellit.
Esposta alle invasioni barbaresche, venne innalzata una torre alta poco più di otto metri dalla quale comunque era possibile controllare l'intero golfo di Palmas da dove solitamente gli invasori sbarcavano per dar corso alle scorrerie.  
Nonostante tutto, fu uno dei pochi centri che non si spopolò nel medioevo.  
L'8 agosto 1646 Giovanni Battista Amat venne nominato marchese di Villarios da Filippo 4° d'Aragona per le sue prove di fedeltà e valore e per aver fornito, a proprie spese, tutta l'artiglieria per la difesa della città di Alghero.
Con la unificazione dei marchesati di Villacidro, Musei e Palmas anche Villarios andò in mano a Gioachino Bon Crespi di Valdaura che fu l'ultimo rampollo a fregiarsi di titolo nobiliare su queste terre.
Nel 1820 Villarios contava 55 famiglie con 283 abitanti.
Giusto per i suoi precedenti Villarios venne eretto a comune nel 1853 ed ebbe come frazioni Giba, Piscinas, Masainas e Arresi.
Nel 1858 questo comune contava scarsa assistenza sanitaria garantita da alcuni flebotomi e qualche ostetrica comunque non diplomata.  
I1 servizio postale veniva assicurato tre volte la settimana. Non aveva alcuna chiesa.  
Su una superficie pari a 27.516 starelli  il comune di Villarios possedeva poco più di 2.000 ettari (circa 5.000 starelli) che dava in affitto ai propri abitanti.
Aveva alcune fonti pubbliche, pessime strade e non possedeva neppure il camposanto.  
Come mandamento dipendeva da Tratalias e come carabinieri da Santadi.
Aveva una prima elementare maschile e nessuna classe femminile.  
Nel 1858 il comune di Villarios ricevette un sussidio governativo per istituire una scuola elementare (1.a elem.) anche a Gìba.
Villarios rimase comune fino al 1875 quando sede municipale divenne Masainas, in quanto solo in quel centro sembra vi fosse uno scrivano in grado di tenere le scritture comunali.
Da allora Villarios ha sempre vissuto una vita socialmente grama.  
Unico motivo di rilievo di quest'ultimo mezzo secolo è stato il trasferimento in toto del centro abitato, ricostruito nuovo su un'a1tura poco distante dal vecchio centro ormai raso
al suolo. Ciò s'è reso indispensabile a seguito di infiltrazioni sotterranee di acqua provenienti dall'invaso artificiale di Monte Pranu (Tratalias) realizzato a cavallo degli anni 40-50 per irrigare l'intera piana del Basso Sulcis.